Se vuoi capire il respiro del tempo è imprigionato qui, nell’odore di anice che ti accompagna e non sai capire se  sia frutto di allucinazione.
   Il respiro del tempo passa tra la torre e la ciminiera, si insinua nei capannoni abitati da fantasmi di uomini alle  macchine e  pile di bottiglie vuote che aspettano di essere riempite, scivola nella trasparenza  degli alambicchi, si ferma sulla ruggine e la polvere, affonda  nel guano su cui cammini,  mentre gli uccelli, spaventati dalla tua presenza, ti sfiorano d’improvviso e capisci che non puoi restare, sono loro i padroni.
   Quando entri qui chiudi il mondo fuori e il respiro del tempo ti accarezza.

Giovanna Buttazzo

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